Cosa vedere a Barcellona in un giorno

Questa volta ho preso una decisione d’impulso incredibile. Con la complicità di un’amica, ho prenotato un volo su due piedi e sono partita con destinazione Barcellona. Una piccola follia giusto per mangiare delle tapas e bere un pò di sangria. E senza boys! Mi sono concessa questo piccolo lusso senza di loro che però mi sono mancati tantissimo (lo so che non ci crede nessuno!).

Arrivate sabato tardo pomeriggio e ripartite la domenica dopo pranzo: abbiamo trascorso a Barcellona 22 ore. Roba da adolescenti.

Che cosa abbiamo visto in così poco tempo? Avendo già visto Barcellona diverse volte, abbiamo vagato senza meta fermandoci a vedere solo quello che ci piaceva. Non abbiamo mai utilizzato la metro e abbiamo preferito camminare. Con calma e senza fretta. Per godersi la città con uno splendido sole primaverile.

I miei luoghi preferiti sono:

Casa Pedrera, Passeig de Gràcia, 92

Questa è una tappa obbligata per la visita a Barcellona. Situata nel quartiere Eixample, la sua facciata stravagante rappresenta la genialità di Gaudì che ruppe gli schemi dell’epoca per creare un palazzo eccentrico e futurista. La totale assenza di linee rette, la facciata asimmetrica di pietra calcarea e le linee ondulate ricordano un castello di sabbia.

Questo edificio è considerato una rara apertura al modernismo e un lavoro che anticipò l’architettura del ventesimo secolo. Una delle particolarità di questo palazzo è che Gaudí ha avuto l’idea ingegnosa di concentrare il peso dell’edificio per una serie di colonne e travi e non sulla facciata. Grazie a questo procedimento, i muri esterni sono liberi di avere la forma ondulata voluta dall’architetto. Dai cortili interni si salgono sette piani (fiatone!) per arrivare in cima al tetto pieno di comignoli con forme sinuose e strane, guerrieri sulle scale e torri di ventilazione. Da qui si ha un panorama mozzafiato e ci possiamo godere lo spettacolo di Barcellona dall’alto con tutti i tetti e monumenti.

Curiosità: il nome originale della casa è Milà. Il nome Pedrera significa cava di pietra per l’utilizzo di pietre grezze sulla facciata.

Un’opera d’arte unica nel suo genere. Davvero molto originale. Da vedere. Raccomando di fare i biglietti on line, per evitare la fila.

Barcellona: Casa Pedrera

Sagrada Familla, Carrer de Mallorca 401

Arrivata qua, rimango sempre a bocca aperta. Asimmetrica, piena di luci e maestosa la Sagrada è uno dei monumenti più emozionanti che abbia visto. Ci si sente travolti nel guardarla, perché le tre facciate esistenti sono ricchissime d’innumerevoli dettagli. Seppur incompiuta rappresenta il genio di Gaudi. Una scultura a cielo aperto! Vista da vicino fa un effetto completamente diverso che vederla in foto. Si percepisce veramente il senso dell’infinito dalle punte che si ergono verso l’alto. Questo progetto di Gaudì è veramente singolare e geniale. Il termine dei lavori è previsto per il 2026. Mi sono già segnata di venire nel 2027 a curiosare per vederla terminata.

Consiglio: se possibile, prenotate la visita alle 17 in modo che una volta terminata, potete godervi le luci del tramonto che rendono ancora più bella la Sagrada.

Segnalo un localino molto carino, dove mangiare:  Celler de Tapes Edar, Carrer Cerdenya 211. Si mangiano ottime tapas e tortillas. Il proprietario, Josè, è molto gentile e appassionato. Ci portava continuamente assaggi (tra cui anche ottime polpette) per terminare con un fantastico vermut (prima volta per me). Posto tranquillo, non turistico e frequentato da persone del quartiere.

E voi avete mai fatto delle fughe di poche ore? 

Fatemi sapere! Sono curiosa.

A presto,

Francesca

Ogni cento metri il mondo cambia.
(Roberto Bolaño – poeta cileno e un po’ catalano)

Cosa vedere a Narni con bambini

Per una fuga di due giorni abbiamo scelto l’Umbria, regione che adoriamo e che possiamo raggiungere in poco più di un’ora. Abbiamo spiegato ai boys che questa volta avremmo visto Narni, una deliziosa cittadina arrampicata su un colle roccioso e avvolta da un alone di mistero.

Pare, infatti, che Narni abbia ispirato lo scrittore C.S. Lewis per il libro “Le cronache di Narnia” (nome della città umbra all’epoca dei Romani). Siamo arrivati completamente digiuni e ignoranti su questa città. E invece abbiamo piacevolmente scoperto che Narni si trova in una zona di rocche, castelli, acquedotti romani, ponti, torri e tante altre bellezze.

Abbiamo passeggiato tra le stradine di questo borgo affascinante, rapiti dalla bellezza delle sue piazzette, palazzi, chiese. Ma di tutto il patrimonio artistico e culturale di Narni, siamo rimasti colpiti da Narni sotterranea, una città sotto la città, da poco riportata alla luce e dove i Domenicani rinchiudevano i prigionieri nelle segrete della Santa Inquisizione. Solo per questa dovete andare a Narni. Per dei curiosi come noi, è stato un piacere tuffarsi alla scoperta di un mondo sotterraneo.

Narni sotterranea

Sarà stato per la ragazza che ci ha fatto da guida (mi pare si chiamasse Pamela), che con un grande sorriso ci ha rapito per un’ora e mezzo affascinandoci con la storia della scoperta di quei sotterranei, al punto che i boys sono rimasti a bocca aperta ad ascoltarla senza capricci o segnali di noia. La storia di questa scoperta ci ha subito incuriosito e appassionato.

Un gruppetto di 5 giovani speleologi narnesi, chiamati “la banda del buco”, per caso scoprì nel 1979 un passaggio nella parete rocciosa di quello che era un antico convento. Da questo passaggio hanno avuto accesso a una chiesa con splendidi affreschi che fino a 40 anni fa erano ricoperti di fango e calcare.

La stanza più incredibile è stata la cella dove i carcerati in attesa dell’Inquisizione, attendevano il loro destino incidendo sulle pareti simboli e nomi per raccontare la loro storia. Sono una sorta di graffiti con grande significato e con una grande storia e che hanno incuriosito i boys.

Mamma cos’è questa stanzina?  Che cosa facevano qui dentro?  Perché ci sono queste scritte sui muri? La loro curiosità aumentava sempre di più.

E la guida è stata così appassionante e chiara nella spiegazione che ogni nostra domanda aveva una risposta. Faccio i miei complimenti a questa ragazza e a tutti gli altri operatori dell’associazione “Narni sotterranea” che con grande passione e impegno portano avanti le loro ricerche da anni per diffondere la vera storia di cosa realmente sia accaduto nei sotterranei del convento di S. Maria Maggiore. La storia di Narni sotterranea è straordinaria al punto che all’uscita della visita ho comprato il volume scritto da Roberto Nini “Alla ricerca della verità” – I misteri dell’Inquisizione a Narni” che raccomando di leggere poiché si tratta di una testimonianza di fatti realmente accaduti all’autore stesso, che sta dedicando tutta la sua vita affinché la vera storia di Narni sia divulgata in tutto il mondo.

Consiglio questo libro a chi è rimasto a bocca aperta come me e per chi è appassionato di fatti curiosi!

Mi piace la passione che muove queste persone a dedicare così tanto tempo per cercare indizi, documenti e tracce per scoprire la verità.

Abbiamo percorso stretti corridoi, cunicoli, scale e scalini.  Abbiamo visto passaggi di acquedotti, scavi archeologici e antichi strumenti per la misurazione.  E’ stato un viaggio nel passato, in un ambiente misterioso che ci ha affascinato tutti.

Bravi boys che per un’ora e mezzo sono rimasti ad ascoltare! E brava guida dell’Associazione che ci ha tenuto con il fiato sospeso tutto il tempo per seguire ogni dettaglio della storia!

Andate assolutamente a vedere Narni sotterranea che ringrazio molto per avermi gentilmente concesso le immagini sopra pubblicate.

Un altro luogo carino dove portare i bambini è il CENTRO GEOGRAFICO D’ITALIA. Uscendo da Narni, abbiamo scoperto per caso dei cartelli lungo la strada che indicavano il centro geografico d’Italia e la nostra curiosità ci ha spinto subito a seguire quel cartello.

Il centro geografico d'Italia

Che cosa vuol dire centro geografico d’Italia?

Siamo per caso nel punto preciso nel centro della nostra penisola? Dovevamo per forza scoprirlo.

Non sapendo assolutamente cosa avremmo trovato, abbiamo seguito le indicazioni lasciando la macchina in località S. Lucia e percorso un sentiero nel mezzo al bosco, seguendo le tracce dell’acquedotto romano della Formina, per arrivare dopo circa 1 km al Ponte Cardona. Siamo arrivati!

Una pietra con un rilievo a spirale è stata posta per indicare il centro geografico di Italia, il punto dove passa il meridiano centrale per indicare l’esatta posizione, in longitudine e latitudine, del centro della penisola.

Ma dai!

Curiosità: si chiama Cardona perché la famiglia spagnola proprietaria del bosco si chiamava così.

Che emozione! A noi è piaciuto molto. E’ un luogo magico, immerso nella quiete e nella bellezza della natura. Accanto alla pietra che indica il centro, c’è anche una cassetta della posta, dove è possibile lasciare messaggi. Noi abbiamo trovato dentro un nido. E lungo il sentiero qualche creatura magica ha dipinto i lecci secolari con delle buffe faccine. Ai boys piaceva molto correre per scovare nuovi alberi decorati. Sembra di essere all’interno di una fiaba.

Da vedere assolutamente e adatto a tutte le età.

Se ti è piaciuto questo articolo e pensi possa essere a qualcuno, condividilo con i tuoi amici.

A presto,

Francesca

Ti potrebbe interessare anche 

Cascate delle Marmore con bambini

Alla scoperta delle mummie a Urbania

Visita a Rasiglia: un borgo da fiaba nel cuore dell’Umbria

Visita al labirinto della Masone con bambini

Questa volta abbiamo portato i boys a spasso tra le canne di bambù! Si proprio così! Siamo andati a visitare il Labirinto della Masone a pochi chilometri da Parma. Per dei curiosi come noi, non potevamo non vedere il labirinto più grande del mondo a un paio di ore da casa. A noi piacciono tantissimo i labirinti. Avevamo già visto quello nella Reggia di Schonbrunn e anche questa volta i boys non vedevano l’ora di visitarne un altro, molto più grande.

Ci saremmo persi? Avremmo avuto punti di riferimento? E se fosse spuntata qualche strana creatura cosa avremmo fatto?

Il labirinto è visto come viaggio oltre i nostri limiti e come un luogo per perdersi e ritrovarsi. Con tanta voglia di perdersi, abbiamo così varcato il cancello di ingresso e ci siamo trovati subito in una foresta di bambù a forma di stella!

Ma perché un labirinto proprio lì?

Il labirinto è stato creato da un’idea dell’editore Franco Maria Ricci, che si trasferì a Parma negli anni Sessanta, e insieme agli architetti Bontempi e Duitto ha realizzato questo parco culturale che si estende per più di sette ettari. Ricci prese ispirazione dai labirinti romani dando così una forma geometrica ad angoli retti e suddivisa in quattro comparti comunicanti. Il sito, aperto nel 2015, è bellissimo, originale e ottimamente mantenuto. Mi ha colpito il suo pensiero:

“Forse è colpa dell’età, ma ormai vedo il Labirinto soprattutto come un modo di restituire a un lembo di Pianura Padana che comprende Parma, il suo contado e le città vicine, una parte almeno del molto che mi ha dato” 

Una curiosità sul labirinto della Masone riguarda il 10% dei visitatori che si perde. Ma c’è un efficiente sistema di recupero delle persone che si perdono: il biglietto di ingresso è un adesivo da attaccare sui vestiti con il numero di telefono da chiamare in caso di necessità indicando il numero riportato sui vari pilastri che si incontrano nel labirinto.

Il labirinto della Masone con bambini

Noi abbiamo camminato a caso, senza fretta, per godersi la quiete del posto e percorrendo i 3 km di vialetti in maniera rigenerante. Questi vialetti sono un insieme di corridoi, circondati dalle alte piante di bambù, che grazie al loro fogliame creano gallerie più o meno fitte. Era difficile trovare punti di riferimento ma a noi ha fatto piacere perdersi là dentro.

L’impressione creata è quella di un groviglio inestricabile di meandri, nei quali è facile smarrirsi, motivo per cui usiamo spesso la metafora del labirinto per indicare situazioni e problemi complicati.

I boys facevano da guida esclamando di continuo: ma qui ci siamo già passati! Non so su quali basi lo dicessero visto che dopo un’ora e mezzo eravamo sempre a vagare senza avere la minima idea di dove fossimo. Dopo un po’ abbiamo ceduto e preso la cartina consegnata all’ingresso: una piccola sconfitta dati i nostri 15 di esperienza come boy scout trascorsi con la bussola in mano.

Siamo così riusciti ad arrivare al centro del labirinto dove c’è un grande porticato e un mausoleo piramidale, dove abbiamo fatto il nostro originale pic nic.

Curiosità: questi bambù raggiungono l’altezza di 4 metri in poco meno di 2 mesi. E’ stata scelta questa pianta per la necessità di realizzare il labirinto in breve tempo e perche’ all’ideatore è piaciuta l’eleganza di questa pianta e la sua tendenza a piegarsi ricoprendo i vialetti con un piacevole groviglio. Le piante di bambù sono 200mila  e di specie diverse. Alcune raggiungono i 15 metri di altezza.

Inoltre il bambù ha tendenza a piegarsi e conseguentemente a coprire i corridoi trasformandoli in gallerie da cui filtra la luce solare. Per tale ragione, dalla torretta si ha vista di un bosco omogeneo che nasconde lo schema geometrico. Peccato! Volevamo vedere dall’alto quella foresta a forma di stella!

Il labirinto della Masone

Ci siamo divertiti moltissimo ed è una esperienza adatta ad ogni età.  Portate i vostri bambini che si divertiranno a correre nei vialetti, pensando di aver trovato la via di uscita.

Il labirinto della Masone è un luogo da vivere, un posto nascosto e segreto. Un luogo magico che  si trova in prossimità di un territorio che a noi ha riservato molte sorprese.

Qualcuno di voi ha visitato qualche labirinto? Sono molto curiosa! Fatemi sapere così porto i miei boys.

Se ti è piaciuto questo articolo e pensi possa essere utile, condividilo con i tuoi amici.

A presto,

Francesca

Ti potrebbe anche interessare

Visita alla Rocca di Fontanellato con i bambini tra fantasmi e giochi di luci

Visita a Dozza, il paese dipinto dell’Emilia Romagna

Cosa vedere al Parco del Delta del Po con bambini

Rocchetta Mattei, il castello arabo tra scienza e magia

Legoland Billund: consigli per la visita con bambini

Questa volta siamo andati a curiosare in Danimarca, al Parco Legoland di Billund. Con due bambini fanatici del Lego, io e il mio omone abbiamo aspettato che fossero abbastanza grandi per gustarsi il divertimento e siamo partiti.

Legoland è un posto magico, adatto a bambini e adulti. Un’esperienza da fare!

Eravamo tutti e quattro molto emozionati, incuriositi e felici di visitare il parco e per fortuna avevamo comprato il biglietto per due giorni consecutivi. I boys sono rimasti con la bocca aperta per due giorni, correndo da un gioco agli altri felicissimi.

Arrivare a Legoland Billund è molto facile grazie ai voli diretti dall’Italia con Ryanair.

Quello in Danimarca è il primo parco della Lego ed è stato costruito nel 1968, a 2 km dall’aeroporto di Billund.

Ecco i miei consigli pratici e utili prima della visita a Legoland Billund con bambini.

  • Comprare i biglietti on line perché sono più economici e perché saltiamo le code, particolarmente lunghe nei periodi di affollamento;
  • Verificare prima di partire l’altezza dei bambini. All’entrata delle attrazioni i bambini sono misurati e sono molto fiscali;
  • Portare l’occorrente per il pic nic da fare all’interno del parco, compresa l’acqua da bere. E’ tutto molto costoso e vicino alla Polar Land (alla fine del parco) c’è un’area pic nic poco affollata.
  • Arrivare puntuali all’orario di apertura del parco. Ci sono moltissime persone e lunghe code.
  • Se avete figli appassionati di Lego, consiglio di acquistare il biglietto per due giorni. In questo modo è possibile divertirsi nelle attrazioni più volte.
  • Controllare bene l’orario di chiusura. A fine agosto il parco chiude alle 17 e, considerando le lunghe file, si rischia di non fare tutti i giochi.
  • Portare un impermeabile per la battaglia di acqua nella Pirate Land.
  • Portare cappello e crema solare

Cosa vedere a Legoland Billund?

Il parco è meraviglioso: molto pulito e curato nei dettagli. Tutto quello che c’è costruito con i fantastici mattoncini della Lego. Ci sono mattoncini ovunque, per liberare la nostra fantasia e costruire qualsiasi cosa, in qualsiasi momento. Durante le file di attesa per entrare nelle varie attrazioni, ci sono vasche con i mattoncini, dove i bambini possono giocare mentre i genitori attendono il turno per entrare. Un’idea molto intelligente!

Ci sono dieci aree all’interno del parco, che ovviamente hanno visitato tutte. Il biglietto all’ingresso ti dà libero accesso a tutte le attrazioni:

  • Miniland
  • NINJAGO World
  • Duplo Land
  • Immagination Zone
  • Legoredo Town
  • Adventure Land
  • Knights’ Kingdom
  • Pirate Land
  • Adventure Land
  • Polar Land

Appena entrati ci troviamo davanti alla MINILAND dove si possono trovare le principali attrazioni turistiche danesi e i monumenti mondiali più importanti in versione miniatura, tutto rigorosamente costruito con i mattoncini Lego. La scala è 1:150 e sono stati utilizzati circa 830 mila mattoncini. E’ possibile vedere aeroporti, città, chiese, scene di vita lavorativa tutto in miniatura e le torri più alte del mondo: Burj Khalifa, la Torre di Shanghai, l’hotel Royal Clock Tower di Makkah, l’One World Trade Center e Taipe.

L’area Miniland è la più tranquilla e adatta a bambini molto piccoli. Qui abbiamo fatto il Lego Safari con simpatiche jeep dipinte come zebre che i bambini possono “guidare” in mezzo ai grandi animali della giungla: elefanti, giraffe, zebre. Poi ci sono le mini boats per fare un tour in mezzo a grandi monumenti fedelmente riprodotti e il Lego train che ci ha portato in giro per tutto il parco. E’ stato un momento di piacevole riposo delle gambe.

NINJAGO WORLD è stata la nostra attrazione preferita. I boys si sono innamorati dei ninja, che già conoscevamo perché a casa ne abbiamo molti. Qui abbiamo aiutato i Ninja Cole, Kai, Nya a difendersi dal Grande Devourer a suon di pugnali virtuali (Ninjago The Ride). Eravamo in una sorta di navicella e muniti di occhiali in 3D, ci muovevamo velocemente lungo un percorso combattendo a fianco dei ninja! Alla fine era indicato il punteggio di ogni elemento del team sulla base del numero dei fantasmini annientati con il laser.  E’ forse il gioco che ci è piaciuto di più e che abbiamo fatto più volte. Ci siamo proprio divertiti e non ricordo quante volte l’abbiamo fatto.

Legoland Billund

Sempre nell’area Ninjago c’è anche il labirinto (Lloyd’s Lazer Maze) dove attraverso un percorso di agilità e velocità dovevamo riuscire a non farsi prendere dal laser.

Nell’area IMMAGINATION ZONE c’erano la grande astronave di Star Wars e il Lego Studio, dove erano proiettati i film in 4D. Davanti c’era anche una sorta di orchestra gigante che potevamo suonare dal vivo!

In Atlantis by Sea Life siamo entrati in un sottomarino giallo per un viaggio in fondo il mare tra circa 800 pesci e sommozzatori in lego. Che buffo vedere tanti mattoncini in mezzo ai pesci veri! I bambini potevano entrare nelle vasche dei peschi attraverso cupole trasparenti create apposta.

DUPLO LAND è l’area dedicata ai più piccoli. Realizzata con mattoni più grossi, vanta di un’area giochi enorme con una ferrovia sopraelevata con trenino (Duplo express) che circola sopra la grande area. Ci sono piccoli aerei da pilotare (Duplo Planes), casette di ogni colore e dimensione, giostre (Legondol) e tanti mattoncini a disposizione per costruire qualsiasi cosa.

In LEGOREDO TOWN si entra nel mondo del Wild West. Qui c’è la miniera (Legoldmine) dove cercare le pepite d’oro, le canoe, l’accampamento degli indiani (Indian Camp) con Toro Seduto che ci ha accolto, dove si può cuocere il pane fatto da noi. In quest’area c’era perfino una band che suonava la musica country. Yeah!

La Ghost –Casa stregata è stata un’esperienza da brivido. Prima si passa attraverso teste mozzate e un labirinto di specchi, per finire nel laboratorio di uno scienziato pazzo che tra una provetta e l’altra ci ha fatto salire in una specie di torre che sale piano piano in alto per poi scendere in modo rapidissimo fino a terra. Un’emozione molto intensa. Sconsigliata per i meno coraggiosi che hanno la possibilità di bypassare la torre.

PIRATE LAND ci ha subito entusiasmato guardando la mappa del parco. Nella Pirate Splash Battle ci siamo scontrati con un’altra famiglia in una battaglia d’acqua. Sulle barche dei pirati dovevamo sparare acqua con dei cannoni alle altre barche. Il risultato +è stato che ci siamo bagnati tutti ma con tante risate. Per fortuna, fuori da quest’attrazione c’era una sorta di asciugatrice per “umani” dove abbiamo potuto asciugare i nostri vestiti. Consiglio: portare impermeabile!

Poi con le Pirate Boats abbiamo fatto il giro dell’isola dei pirati passando dentro una caverna dove c’erano i pirati a divertirsi a mangiare e cantare. Molto carino il coccodrillo in acqua che aveva rubato una scarpa allo sfortunato pirata appeso a un ponticello. Tutto rigorosamente fatto di mattoncini! Che meraviglia!

ADVENTURE LAND è un’area dedicata all’avventura. L’attrazione che ci è piaciuta di più, insieme al Ninjago, è stata The Temple, il Tempio Egiziano dove siamo entrati nell’Antico Egitto e trasportati su dei piccoli carrelli dovevamo stare molto attenti a sparare con pistole laser sui punti rossi seminati lungo il percorso. Fuori dal tempio ci siamo divertiti a cercare di interpretare i simboli egiziani.

La Caserma dei Pompieri è un gioco che ha appassionato tutta la nostra famiglia. Nella Falck Fire Brigade abbiamo gareggiato con altre famiglie per essere la migliore squadra antincendio! Dovevamo salire velocemente sul camion, girare un volante con grande forza per farlo avanzare in avanti fino a una casa dove c’era un incendio. Noi poi dovevamo scendere dal camion, puntare la pompa con l’acqua in direzione della casa e spengere il fuoco il più rapidamente possibile. Poi dovevamo ritornare sul camion, e tornare fino alla caserma. Non siamo stati velocissimi ma ci siamo divertiti tanto.

KNIGHTS KINGDOM è regno dei cavalieri, dove a bordo di un drago sputafuoco (The Dragon) siamo scesi nei sotterranei del castello per poi affrontare una discesa ripida e veloce. Senza fiato e con tanta emozione lungo quelle curve sospesi in mezzo al nulla! Io ho stretto tutto il tempo, la mano del mio piccolo boy che mi ha fatto coraggio. Che uomo!

Abbiamo affrontato con coraggio anche la Vikings River Splash, una sorta di discesa rapidissima e ripidissima su delle barche tonde che prima facevano un percorso in salita per poi scendere a gran velocità. Il tutto in mezzo all’acqua. Ci siamo bagnati molto anche qui. W l’asciugatrice del parco.

POLAR LAND è per i bambini più grandi. Purtroppo c’era delle lunghe fila alla Polar X-plorer. Invece all’Ice Pilots School abbiamo avuto un po’ di paura. Quelle montagne russe altissime (almeno per noi) ci hanno intimorito parecchio. Ci torneremo un po’ più grandi e con più coraggio.

Legoland Billund: polar Land

Qualcuno ha visitato la Polar Land? Me la raccontate? Sono curiosa!

Questo parco è meraviglioso e lo consiglio veramente a tutti. Qualsiasi cosa mette allegria: tutto è bello, colorato, elettrizzante e memorabile. I boys coi chiedono di tornare di continuo.

Qualche curioso all’ascolto? Per realizzare Legoland Billund ci sono voluti 60 milioni mattoncini
Nel parco ci sono oltre 200 casette per ospitare cinciallegre e uccelli canterini. Per fortuna questi uccelli mangiano gli insetti riducendo drasticamente la necessità di usare pesticidi per le piante.
Ogni autunno vengono piantati 80.000 bulbi.

Torneremo presto. Oppure andremo a curiosare in uno dei tanti parchi Legoland nel mondo tra:

Qualcuno ha visitato altri parchi Legoland ? Scrivetemi perchè voglio portare i miei boys!

Se ti è piaciuto questo articolo e pensi possa essere utile, condividilo con i tuoi amici.

A presto,

Francesca

Cosa vedere a Vienna con bambini

Per rendere la nostra fuga a Vienna di pochi giorni ancora più avventurosa abbiamo deciso di raggiungerla in treno. Con una comoda cuccetta notturna siamo partiti da Firenze per arrivare a Vienna la mattina successiva. I bambini sono stati felicissimi di questa scelta. Poter dormire su un letto a castello, poter salire e scendere la scaletta un milione di volte, poter abbassare le tendine del vetro all’infinito, poter correre nel corridoio del treno felici come matti, e soprattutto poter fare la colazione sul vassoio la mattina successiva è stata un’esperienza che ricordiamo ancora con allegria e che i boys vorrebbero ripetere al più presto (noi un po’ meno!).

Viaggiare in treno con i bambini si è rivelata una scelta ottimale per vari motivi:

  • Nessuno ha dovuto guidare
  • Abbiamo eliminato il problema del traffico e della neve (viaggiando in inverno)
  • Nessun problema di parcheggio una volta arrivati a Vienna

Noi abbiamo viaggiato con le ferrovie OBB e per una cuccetta esclusiva per la nostra famiglia abbiamo speso 400 euro andata e ritorno a Vienna per due adulti e due bambini. Ci è sembrato un buon prezzo!

Appena arrivati alla stazione di Wien Hauptbahnhof, abbiamo subito avuto l’impressione di una città efficiente e sicura. Facile muoversi, facile mangiare, facile visitare i musei. Almeno questa è la nostra impressione che si è confermata durante i nostri tre giorni nella splendida capitale austriaca.

Che cosa vedere a Vienna con bambini?

Questa volta abbiamo voluto vedere ciò che potesse piacere ai nostri boys e che consigliamo a bambini di ogni età.

Naturhustorisches museum

Questo imponente museo si trova nel bellissimo edificio di Maria Theresien Platz. Pare sia uno dei musei di scienze naturali più belli al mondo e noi possiamo solo confermarlo. Abbiamo potuto osservare una vasta collezione di minerali, fossili e pietre preziose disposti in più sale. La sala dei meteoriti è una delle più antiche del mondo e si può osservare anche un esemplare proveniente da Marte. C’è anche una sala, dove è spiegata la formazione della terra con video a disposizione. Per rendere i bambini più partecipi, ci sono molte sale con giochi interattivi sulla genesi della Terra, sulle prime forme di vita e sulle cellule.

Il museo di storia naturale di Vienna

La sala con le ossa di dinosauro e gli scheletri sono le più emozionanti del museo. Lo scheletro gigante del Brontosauro sembra riportarci al film Una notte al Museo e sembrava che tutto a un tratto gli animali iniziassero a correre e saltare. Incredibile! Consigliamo questo museo a tutti

Zoom museum

Se vieni a Vienna con bambini, devi assolutamente visitare lo Zoom. Più che un museo, si tratta di uno spazio didattico per bambini dagli 8 mesi ai 14 anni.  A noi è piaciuto molto perché non è un museo tradizionale. E’ un posto magico, dove i bambini possono toccare, esplorare, sperimentare con tutti i loro sensi, fare domande e partecipare attivamente.

Lo spazio dello Zoom è suddiviso in 3 aree:

Zoom Ocean: per bambini da 8 mesi a 6 anni. E’ uno spazio gioco costruito secondo il tema dell’oceano con zone morbide, scivoli, un vascello e un sottomarino dove giocare liberamente. Qui i più piccoli sono liberi di esplorare una grotta d’acqua e una barriera corallina. Sul ponte della nave i bambini diventano l’equipaggio e possono creare le loro storie e giochi.

Zoom Studio è uno spazio ancora più creativo. In quest’area, i bambini da 3 a 12 anni lavorano con gli artisti per progettare, dipingere e costruire i propri capolavori. È un paradiso per arti e mestieri, dove si possono sperimentare varie tecniche per colorare, spruzzare, modellare e dipingere.

Noi siamo riusciti a iscriversi allo Zoom Studio e quel giorno era previsto un laboratorio di costruzioni di legno e grazie all’educatore che ci traduceva tutto in inglese, siamo riusciti a costruire due barche dei pirati con vela e galleggianti. I boys hanno potuto scegliere i materiali ben sistemati in grandi contenitori ordinati, tagliare il legno con i vari attrezzi, utilizzare la colla a caldo, vari martelli, taglierine e tanti altri strumenti per il fai da te. Al termine del laboratorio ogni bambino ha rimesso in ordine tutti gli attrezzi, materiali e cose non utilizzate, pulito il banco da lavoro e la postazione. Ogni pezzo di legno, polistirolo, plastica, cartoncino doveva essere rimesso nel suo recipiente per futuri utilizzi. Mi piace questa idea di recuperare qualsiasi cosa e dare responsabilità i bambini a lasciare in ordine per i laboratori successivi. Tutte le barche costruite sono state messe nella vasca d’acqua per verificare che riuscissero a galleggiare! Le nostre galleggiavano in modo traballante.

Zoom Animated Film Studio per bambini dagli 8 ai 14 anni: qui i ragazzi si trasformano in registi e possono addirittura ricreare i cartoni animati dentro un laboratorio multimediale con suoni in 3D.

Zoom Exhibition: questo spazio è dedicato ai bambini dai 6 ai 12 anni, dove possono sperimentare l’arte e cultura, rispondere alle grandi domande attraverso giochi, travestimenti, illusioni ottiche.

I boys erano entusiasti e ovviamente sarebbero voluti rimanere lì a fare altri laboratori. Qui hanno potuto scatenare tutta la loro fantasia e noi avere un po’ di riposo.

Lo Zoom è un museo a pagamento e conviene prenotare in anticipo (anche via internet) la propria visita.

Reggia di Schonbrunn

La prima cosa da vedere a Vienna con i bambini è senza dubbio Schombrunn. Costruito nel 17mo secolo, questo splendido palazzo è’ stato la residenza estiva della Famiglia d’Asburgo dal 1696 al 1918. Abbiamo dedicato un giorno intero a questa magnifica reggia che tanto ci ha ricordato Versailles e la consigliamo a famiglie con bambini di ogni età.

Consiglio di acquistare i biglietti on line perché ci sono sempre lunghe file. Noi non l’abbiamo fatto e abbiamo aspettato più di un’ora prima di raggiungere la biglietteria.

Abbiamo preso le audio-guide per visitare circa 40 stanze del Palazzo (in totale sono 1441!), Cerchiamo sempre di non prenderle perché temiamo che tutte quelle lunghe descrizioni e i dettagli dei vari oggetti possano annoiare i boys. Ma questa volta loro hanno insistito per averla. All’inizio erano entusiasti di vedere tutto quelle stanze enormi, sfarzosamente arredate, gli appartamenti imperiali con tutti gli arredi, i grandi lampadari e le porcellane. E’ facile rivedere la Principessa Sissi e Francesco Giuseppe durante le feste nel grandioso salone dei ricevimenti illuminato da due lampadari immensi. Dopo poco però, i boys hanno iniziato a stancarsi e per fortuna eravamo arrivati in fondo. Un palazzo meraviglioso!

Reggia di Schonbrunn con bambini

All’interno della Reggia, consiglio la visita del Museo dei Bambini www.kaiserkinder.at dove è possibile travestirsi con i costumi del 18mo secolo facendo finta di essere imperatore o imperatrice, poter  indossare buffe parrucche, cappelli e tutti gli accessori dell’epoca. Ma il nostro interesse era tutto per l’esterno della Reggia!

Come il palazzo è sfarzoso, elegante così il gigantesco parco è un insieme di giochi d’acqua, marmi, giochi di luce, vialetti, fontane e statue. Abbiamo deciso allora di passeggiare in questo splendido giardino per osservare la Voliera, la Casa delle Palme, l’Orangerie. Che posto splendido!

Dietro la maestosa fontana del Nettuno, abbiamo percorso la strada che porta alla Gloriette, una collina davanti alla Reggia da dove si può ammirare il palazzo in tutta la sua grandezza e splendore. Consiglio assolutamente questa passeggiata.

La parte del giardino che è piaciuta di più ai boys è stata senza dubbio il labirinto, che dopo tanti anni di abbandono è stato riaperto nel 1999. In realtà ce ne sono due e l’ingresso è a pagamento (5,50 euro), se non previsto dal biglietto acquistato per vedere la Reggia. Il labirinto copre una superficie di 2700 mq. Il labirinto ci incuriosisce parecchio. I boys li adorano. Sono impazienti di arrivare in fondo prima possibile. Questa volta abbiamo spiegato che si trattava di un labirinto molto grande. Ci avrebbe fatto paura? Avremmo perso i nostri punti di riferimento? Appena entrati, i boys sono impazziti: hanno iniziato a correre, ridere e a perdersi! Al termine del labirinto c’erano anche dei giochi per i bambini: una fontana interattiva, delle piastrelle da suonare con i piedi e degli specchi deformanti. Davvero carino

Accanto al labirinto c’è il fantastico parco giochi Labyrinthikon che consiglio. C’è un caleidoscopio, una macchina volante a forma di aquila, giochi di legno, spazio con la sabbia e altri giochi che li hanno appassionati e intrattenuti a lungo. Questo parco ha ingresso libero per cui ci offre la possibilità di poter stare tante ore. Noi abbiamo fatto il nostro immancabile pic nic e i bambini hanno giocato tutto il tempo nella bellissima area giochi accanto al labirinto.

E per chi avesse bisogno di altre informazioni o chiedere qualcosa, contattatemi senza problemi. Risponderò molto volentieri!

Se ti è piaciuto questo articolo e pensi possa essere utile, condividilo con i tuoi amici.

A presto,

Francesca